mercoledì 18 novembre 2009

Keane, Dzeko e la carica delle ''sorprese''




Se questa sera volete saperne di più su come saranno i prossimi mondiali in Sud Africa non guardate la partita dell’Italia. No, non vuole essere una mancanza di senso “patriottico” e meno ancora una specie di istigazione a guardare “Chi ha incastrato Peter Pan”, che oltretutto non ha bisogno di ulteriore pubblicità visto che vince regolarmente la gara degli ascolti in tv. Ma per capire meglio il Mondiale che verrà meglio armarsi di telecomando e parabola. Gli ultimi 6 posti per l’estate 2010 passano infatti per Parigi, Kiev, Maribor, Zenica, Khartoum e Montevideo. Con alcuni team solo in apparenza outsider pronti a rovesciare pronostico e risultato del match d’andata e a guadagnare un pass che, in molti casi, vuol dire storia.

A guidare la carica delle nazionali in cerca dell’impresa, e di un pass per la Coppa del Mondo, c’è l’Irlanda del Trap, la squadra senza dubbio con il compito più ostico. Più ancora del risultato, lo 0-1 subito sabato scorso dalla Francia al Croke Park di Dublino, a rendere molto difficile la rimonta per Keane e compagni è il carattere, oltre al cinismo, che la squadra di Domenech sembra aver ritrovato negli ultimi tempi. Merito dei singoli, soprattutto di Anelka e del suo gol un po’ fortunoso, più che del “simpatico” ct transalpino, che pure aveva fatto di tutto per provare a trascinare i suoi nel baratro dell’eliminazione anticipata, tanto da provocare una vera e propria rivolta dei suoi giocatori, guidati da capitan Henry. Certo, tutto può succedere nei 90 minuti di Saint Denis, ma all’Irlanda serve la partita perfetta, non certo quella messa in mostra all’andata. Trapattoni predica ottimismo, puntando su orgoglio, calci piazzati, gioco aereo e una Francia spesso molle tra le mure amiche. Andasse bene al ct italiano il mondiale si ritroverebbe senza i vice-campioni del 2006 e probabilmente con un pizzico di fascino in meno. Ma non ditelo a Lippi…

A Zenica, cuore della nazione bosniaca, invece può andare in onda un pezzo di storia calcistica. Targato Edin Dzeko, Zvjezdan Misimovic e Vedad Ibisevic, ovvero il centrattacco del Wolfsburg e il cannoniere dell’Hoffenheim. Quasi un pezzo di Bundesliga, ma c’è anche lo juventino Salihamidzic, nella Bosnia che si gioca in 90 minuti contro il Portogallo uno storico primo accesso a una competizione calcistica di livello internazionale dalla nascita dello stato e della nazionale balcanica (1994). Se si parte dall’ 1-0 portoghese dell’Estadio Do Dragao di Porto è forse addirittura più per demerito delle punte bosniache, certo sfortunate ma anche terribilmente e inconsuetamente imprecise, che per merito della nazionale di Queiroz. La Bosnia si gioca quindi tutto con due consapevolezze: primo, in casa nelle qualificazioni ha perso solo dalla Spagna e a secondo posto già acquisito, secondo, il Portogallo, per di più senza Cristiano Ronaldo, è tutto tranne che irresistibile, specie sottoporta.

I balcani stavolta possono davvero fare filotto, nonostante l’esclusione dai giochi della Croazia, anche con la seconda qualificazione mondiale della Slovenia. Il 2-1 di Mosca con la Russia infatti non deve ingannare, anche qui le chance per l’impresa di Handanovic e compagni ci sono eccome. Anzi. La manona del portiere moscovita Akinfeev già all’andata ha salvato Hiddink dal patatrac proprio all’ultimo minuto, nonostante una buona partita di Arshavin e la doppietta di Bilyaletdinov. Vietato addormentarsi dunque nello scontro di Maribor, i sogni sloveni coinciderebbero per forza di cose con gli incubi russi. E viceversa, naturalmente.

Se l’incertezza ha però un posto dove farla da padrone, quel posto è sicuramente Donetsk. Tra Grecia e Ucraina può succedere di tutto dopo lo 0-0 di Atene, ma non dite a Shevchenko che giocare in casa sia un vantaggio, lui che ne ha vissute di tutti i colori, e di tutte le emozioni, nella sua carriera sportiva. Tra le due compagini i favori del pronostico vanno comunque alla nazionale di Mikhailichenko, senza dimenticare che la Grecia di Rehagel, certo non più quella degli Europei 2004, ha comunque vinto quando nessuno se l’aspettava.

A chiudere il cerchio degli spareggi il match in campo neutro tra Egitto e Algeria e quello di Montevideo tra Uruguay e Costa Rica. Se per i caraibici l’impresa pare davvero una chimera, visto l’ 1-0 uruguayano di San Josè e la propria netta inferiorità tecnica, nel match di Khartoum può davvero succedere di tutto, si spera non in senso letterale. Tensione alle stelle per entrambe le squadre, visto che entrambe non si qualificano alla fase finale di un mondiale rispettivamente dal 1990 e dal 1986. L’Algeria può essere la sorpresa, ma occhio alla tecnica di Zidan (Mohamed, non Zinedine...) e compagni.

Tra gli spareggi chi ha già conquistato l’accesso è stata la Nuova Zelanda, vittoriosa con il Bahrain sette giorni fa. Se è la stessa squadra vista in Confederations Cup la scorsa estate preparate il pallottoliere per il Sud Africa. Ci mancherebbe, è un'onestissima nazionale di un'onestissimo paese. E se non fosse stato per un rigore sbagliato ci saremmo beccati il Bahrain al loro posto. Che, per il bene del calcio, sarebbe stato anche peggio.

Nessun commento:

Posta un commento